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Liberamente
tratto dal testo di Roberto Vecchioni.
Sceneggiatura di Giuseppe Tesi e Isabella Lottini
Regia di Giuseppe Tesi.
E' un testo assai complesso quello che coralmente sarà
messo in scena il 24 Gennaio dalla nutrita compagnia di
attori non professionisti diretti dal regista pistoiese
Giuseppe Tesi.
La realizzazione scenica è opera di una proficua
collaborazione fra l'Unione Provinciale Ciechi di
Pistoia, l'Associazione Culturale Electra, il Liceo
Classico Forteguerri e l'Assessorato alle politiche
sociali del Comune di Pistoia. La collaborazione di
questi enti ha consentito di portare sul palcoscenico
una libera rielaborazione del testo di Roberto Vecchioni
"Il libraio di Selinunte", permettendo alla Compagnia di
Teatro Pier Luigi Zollo di sviscerare i sentimenti più
nascosti di quanti abbiano a cuore le parole scritte
dagli uomini per gli uomini, oltre il tempo ed i luoghi.
Le parole sono ciò che resta della nostra esistenza,
sembra volerci suggerire il testo, esse come musica di
seta sono prese per mano e portate lontano nelle
immagini di quanti le vivranno. Nella voce del libraio,
le parole si riempiono d'amore, come fossero scritte in
un frettoloso diario che ciascuno di noi tiene in serbo
per Dio, per non comparire di fronte a lui a mani vuote.
Una volta giunti di fronte al "pifferaio" di cui tutti
gli attori sul palco parlano e che tutti vogliono
descrivere, ogni uomo sarà finalmente appagato. La
realizzazione scenica ha tenuto conto della presenza di
alcuni attori non vedenti e per ciò stesso ha
valorizzato al massimo le espressività della voce, i
tempi della recitazione, lo spazio delle emozioni. Le
due rappresentazioni tenute a Pistoia hanno riscosso
l'attenzione ed il plauso del pubblico, poiché assai
raramente si trova l'occasione per riflettere sulla
forza delle parole e sul potere che esse hanno e che
hanno sempre avuto di cantare storie di uomini e di dei.
Il poeta cieco Omero, che cerca soccorso da parte degli
dei dell'Olimpo, apre la storia che il regista Tesi
organizza dando spazio soprattutto al recitativo,
riducendo al minimo ogni altro apporto tecnico e
scenico. Molto intense le parti dei singoli attori,
curate la dizione e la gestualità. Tesi, coadiuvato
dall'attrice Isabella Lottini della Compagnia Electra,
invita così lo spettatore a cibarsi dei racconti dello
strano libraio, che non vendeva, ma solo leggeva. |